Lombalgia e
mal di schiena

Il mal di schiena è il disturbo muscoloscheletrico più diffuso e quello su cui circolano più convinzioni sbagliate. La buona notizia è che la maggior parte delle lombalgie non ha una causa strutturale grave e risponde bene a un percorso attivo.

Le forme che vedo più spesso

  • Lombalgia acuta aspecifica. Dolore comparso da pochi giorni, spesso dopo un gesto banale, con blocco del movimento. Fa paura ma nella grande maggioranza dei casi ha prognosi favorevole.
  • Lombalgia persistente. Dolore che dura da mesi, va e viene, peggiora con lo stare seduti o in piedi a lungo. Qui il problema raramente è una singola struttura: è un sistema che ha perso capacità e ha alzato la sensibilità.
  • Dolore lombare con irradiazione all'arto inferiore (sciatalgia). Quando il dolore scende sotto il ginocchio, o compaiono formicolii, perdita di sensibilità o di forza, serve un inquadramento neurologico accurato.
  • Dolore lombare dello sportivo. Tipicamente legato a errori di progressione del carico più che a un danno: la valutazione parte dal diario di allenamento.

Cosa guardo in valutazione

  • Quali movimenti e quali posizioni modificano il sintomo, in che direzione e quanto rapidamente.
  • Mobilità di anche e tratto toracico: quando queste due zone perdono escursione, la colonna lombare paga la differenza a ogni movimento.
  • Capacità dei muscoli estensori, dei glutei e della parete addominale, testata sotto carico e non a corpo libero sul lettino.
  • Screening neurologico in presenza di irradiazione: forza segmentaria, riflessi, sensibilità, test di conduzione clinici.
  • Storia di carico: sedentarietà, ore alla scrivania, sollevamenti ripetuti, variazioni recenti nell'allenamento, sonno e stress.
Su ernie e protrusioni. Sono reperti frequenti anche in persone completamente asintomatiche, e la loro presenza in una risonanza non stabilisce da sola che siano la causa del tuo dolore. Il collegamento tra immagine e sintomo lo fa l'esame clinico. Questo non significa ignorare il referto: significa non farne l'unico elemento della decisione.

Come la tratto

  • Fase acuta: ridurre la reattività e rimettere in moto. Terapia manuale per guadagnare movimento tollerabile, indicazioni chiare su cosa fare nelle 48-72 ore, e ripresa precoce dell'attività. Il riposo a letto prolungato peggiora la prognosi.
  • Ricostruzione della capacità: è la parte che decide se il dolore tornerà. Progressione di forza su cerniera d'anca, estensori lombari, glutei e core, con carichi che aumentano nel tempo.
  • Mobilità mirata di anche e torace, dove la valutazione mostra che manca davvero — non stretching generico applicato a tutti.
  • Educazione: capire perché la schiena fa male, perché non è fragile, e come comportarsi durante le riacutizzazioni. Riduce la paura del movimento, che è uno dei fattori prognostici peggiori.

Tempi realistici

Un episodio acuto tende a migliorare nell'arco di poche settimane; il trattamento serve ad accorciare i tempi, ridurre il dolore e soprattutto a impedire che diventi ricorrente. Una lombalgia presente da mesi richiede un percorso più lungo, perché la componente che dà il risultato duraturo è l'aumento della capacità di carico, e la forza ha tempi biologici propri.

Diffida di chiunque prometta la risoluzione in tre sedute di un dolore che hai da due anni.

Dalle recensioni Google

Il Dr Gherla e' un ottimo professionista, con l'anamnesi ha focalizzato il mio problema lombare e, con uno specifico trattamento, mi ha dato subito gran sollievo. La scheda tecnica che mi ha inviato e' stata molto utile per proseguire a casa con degli esercizi mirati. Lo raccomando per la sua professionalita' e competenza.
Maria Salamino · 5 mesi fa
Quando serve prima un medico. Un dolore comparso dopo un trauma importante, accompagnato da febbre, perdita di peso non spiegata, perdita di forza progressiva, alterazioni del controllo di vescica o intestino, o un dolore che non cambia in nessuna posizione e disturba il sonno ogni notte, va valutato da un medico prima di qualunque trattamento manuale. In questi casi, se ti presenti in studio, il mio compito è indirizzarti allo specialista giusto, non trattarti.

Domande frequenti

Devo stare a riposo quando ho un attacco di mal di schiena?

No, o comunque il meno possibile. Le linee guida internazionali sono concordi nello sconsigliare il riposo a letto prolungato: mantenere l'attività compatibile con il dolore accelera il recupero. Ridurre temporaneamente i carichi più provocativi è diverso dal fermarsi.

Ho un'ernia del disco: posso fare fisioterapia?

Nella maggior parte dei casi sì, ed è il trattamento di prima linea. L'indicazione chirurgica riguarda una minoranza di quadri, in genere in presenza di deficit neurologici rilevanti o di dolore che non risponde a un percorso conservativo adeguato. La decisione spetta al medico specialista: il mio compito è riconoscere quando è il momento di coinvolgerlo.

La postura sbagliata è la causa del mio mal di schiena?

Molto meno di quanto si racconti. Non esiste una postura corretta universale e le differenze posturali sono scarsamente predittive del dolore. Conta di più quanto a lungo resti nella stessa posizione e quanta capacità di carico hai. La postura migliore è la prossima.

Il plantare o la cintura lombare servono?

Hanno indicazioni specifiche e limitate. Una cintura può dare sollievo nelle primissime fasi acute, ma usata a lungo diventa controproducente perché sostituisce il lavoro che i muscoli dovrebbero riprendere a fare. Non li prescrivo di routine.

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Il primo passo è capire da dove nasce davvero il disturbo. Se non è di mia competenza, te lo dico e ti indirizzo.